Logo LFF > Prima pagina
Insert_newsletter


    ENG | ITA
 
Edizione 2006
L'organizzazione e la direzione artistica
Dove siamo: Matera, Pisticci, Craco, Basilicata, Sud Italia
l'archivio del LFF: il catalogo dei cortometraggi
Partners istituzionali, media partners, commerciali, ecc.
Le ultime news del sito
Lascia un messaggio nel guestbook
Contattaci: le emails e i numeri di telefono per contattarci
La Storia
 La Storia

Edizione 2007
 10 agosto
 
11 agosto
 
12 agosto
 
13 agosto
 
14 agosto
 
Photo Gallery 2007
 Le platee
 I premi
 La giuria internazionale
 La giuria popolare
 La locandina
 Selezione ufficiale
 Elenco Film 2007
 Vincitori 2007

Cinegiornalismo
Seconda edizione

Edizione 2006
10 Agosto
11 Agosto
12 Agosto
13 Agosto
Photo Gallery 2006
 Le platee
 I premi
 La giuria internazionale
 La giuria popolare
 La locandina
 Selezione ufficiale
 Elenco Film 2006
 I vincitori
Documento senza titolo iscrizione
Proporre il Cinema in maniera democratica, fare del Cinema un linguaggio fruibile a tutti i livelli sociali.

 Home page > La Storia > Le platee 2006

Le platee del LFF 2006 sono le lande, i campi di grano, i ruderi di città fantasma o la Murgia e i Sassi materani, o semplicemente le casette dei contadini o delle massaie. Un nuovo modo di proporre la settima arte, non nel suo linguaggio, ma nel suo approccio, nella sua capacità di farsi fruibile a tutti i livelli sociali.




Via Sanfelice

E' una stradina lunga (relativamente) e stretta (assolutamente) del quartiere bianco di Pisticci: il rione Dirupo. E' un corridoio di casette basse, “dipinte” con calce viva, bianca, accecante, con tetto a cuspide, abitate da vecchiette e vecchietti, divenuti, nel corso delle edizioni del festival, protagonisti assoluti insieme ai film. Durante le proiezioni e gli eventi collaterali, l'atmosfera, la percezione del Cinema sono ineguagliabili. Basti pensare che durante i momenti clou di una fiction è possibile sentire il russare di qualche abitante della Via che proprio non ce l’ha fatta a vedere fino in fondo i corti in proiezione ( “…troppo lunghi sti corti!!”); oppure durante un corto sperimentale in 3D, ci sono le signore della starda che distribuiscono saporitissime fette di pane e pomodoro accompagnate da olive. In questi interminabili momenti nessuno osa richiamare il pubblico all'attenzione. Nota: non dite di no a chi vi offre un “bicchierino” di Amaro Lucano…


Loggia Sterbini

Conoscete la Sala Grande del Lido di Venezia o la Piazza di Locarno? Beh, dimenticatele.
45 mq incassati in un angolo di paradiso, dove il cielo e la cornice delle casette sono tutt’uno. Distrarsi durante la proiezione è quasi naturale, ma la fruizione del Cinema, in questo caso, si arricchisce di tracce (audio e video) che nessuno dei migliori software di montaggio hanno mai previsto. Nota: portatevi dietro le sedie perché quelle (poche) disponibili vanno a ruba.


Le Monacelle

Un nido d'aquila sulle location più famose del mondo: i Sassi di Matera. E' un ex convento,
dotato di 2 mega-terrazzi mozzafiato, tre sale di proiezioni, una sala stampa e uno squisito “baretto”. Questo è il "nostro" lato più formale, visto che le sedie non mancano, il pubblico è"educato" e, cosa di fondamentale importanza, il contatore dell'Enel non “salta” mai. Un sogno! Nota: per chi non ha visto ancora Matera: “Le Monacelle” sono un evento nell'evento.


(c)Orto Botanico Barbalinardo

Le proiezioni finiscono sempre intorno all' 01:00: la notte è appena iniziata. Il pubblico è ancora assetato di immagini e di "aggregazione": così il LFF si sposta di 50m dalle “sale cinematografiche” e approda nella fattoria biologica di Raffaele, dove formaggi e vino forte accompagnano i presenti per tutta la notte, in attesa dell'alba che mostrerà i tagli e le silhouette dei calanchi argillosi. Gli alberi di limone e fico osservano attentamente le "persone" che danzano ipnotizzate al suono delle selezioni etno/gipsy/punk/surf dei bravi Dj.
Nota: abituatevi a fare i vostri bisognini all'aria aperta perchè mancano i WC pubblici e quelli privati sono gelosamente custoditi da un fiero maremmano.




Craco: la città fantasma
Immaginate una Pompei medioevale, come una sorta di meteorite in un paesaggio argilloso. Craco è una città fantasma dove tutti, almeno per un giorno, si sentono imperatori di una terra di nessuno. Buche, muri, pietre, porte, chiese, che rievocano un tempo andato, arcaico. La notte affascinante prima e tiranna poi. Craco scompare nel buio assoluto, si colora solo delle stelle cadenti. Nota: attenti alle buche.