GRECIA

Mentore: Giuseppe Romaniello
Dirigente UD SaP Comune di Potenza, Jazzista – Potenza

PRIMO AUTORE
Tetos Demetriades è stato un musicista e cantante greco di origine ottomana. Nato a Costantinopoli (oggi Istanbul), emigrò negli Stati Uniti nel 1921 e divenne un importante artista, compositore e produttore discografico nel panorama della musica greca e delle registrazioni etniche tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento.

GENERE
Il rebetiko è un genere musicale popolare greco nato all’inizio del XX secolo, spesso descritto come il “blues greco”. È caratterizzato da temi malinconici o ribelli, che parlano di povertà, amore impossibile, emarginazione sociale e vita urbana. Gli strumenti tipici includono il bouzouki, il baglama e il oud, con ritmi spesso irregolari o sincopati. Lo stile vocale è intenso e struggente, con un forte senso di passione e nostalgia, rendendo il rebetiko un’espressione profondamente emotiva della cultura greca.

⇒BRANO
Misirlou: Trattasi di una canzone popolare che narra di un amore impossibile tra un greco, di religione cristiana, e una ragazza egiziana musulmana; nel testo il tutto viene sottinteso dato che all’epoca l’argomento era un tabù. La canzone è espressione di temi esistenziali di un mondo chiuso e socialmente emarginato, dinamiche conseguenti alla consapevolezza della sconfitta del profugo e del dramma destinato a perdurare.

TESTO CON TRADUZIONE (Greco moderno)
Μισιρλού μου η γλυκειά σου η ματιά
Misirlù mou i glykιά sou i matià
Misirlù mia, il tuo dolce sguardo

Φλόγα μ’ έχει ανάψει μέσ’ την καρδιά
Flòga m’ échi anàpsi més tin kardià
ha acceso una fiamma nel mio cuore

Αχ γιαχαμπίμπι αχ γιαλελέλι αχ
Ach yachabìbi, ach yaleleli ach
Ah, oh mio amore, ah, yaleleli ah

Τα δυό σου χείλη στάζουνε μέλι ωϊμέ
Ta dyo sou chìli stàzune mèli oimé
Le tue due labbra stillano miele, ohimè

Αχ μισιρλού [μαγική ξωτική ομορφιά]
Ach misirlù [maghikì xotikì omorfià]
Ah Misirlù [magica bellezza fatata]

Τρέλλα θα μ’ έρθη δεν υποφέρω πιά
Trélla tha m’ érthi den ypoféro pià
Impazzirò, non resisto più

Αχ θα σε κλέψω μέσ’ απ’ την αραπιά
Ach tha se klépso més ap’ tin arapià
Ah, ti ruberò dal mezzo dell’Arabia

Αχ μισιρλού
Ach misirlù
Ah Misirlù

Τρέλλα θα μ’ έρθη δεν υποφέρω πιά
Trélla tha m’ érthi den ypoféro pià
Impazzirò, non resisto più

Αχ θα σε κλέψω μέσ’ απ’ την αραπιά
Ach tha se klépso més ap’ tin arapià
Ah, ti ruberò da in mezzo all’Arabia

Μαυρομάτα μισιρλού μου τρελλή
Mavromàta misirlù mou trellì
Misirlù dagli occhi neri, mia folle

Η ζωή μου αλλάζει μ’ ένα φιλί
I zoì mou allàzi m’ éna filì
La mia vita cambia con un bacio

Αχ γιαχαμπίμπι μ’ ένα φιλάκι αχ
Ach yachabìbi m’ éna filàki ach
Ah, mio amore, con un bacetto ah

Απ’ το δικό σου το στοματάκι ωϊμέ
Ap’ to dikò sou to stomatàki oimé
Dalla tua boccuccia, ohimè

Αχ μισιρλού
Ach misirlù
Ah Misirlù

Τρέλλα θα μ’ έρθη δεν υποφέρω πιά
Trélla tha m’ érthi den ypoféro pià
Impazzirò, non resisto più

Αχ θα σε κλέψω μέσ’ απ’ την αραπιά
Ach tha se klépso més ap’ tin arapià
Ah, ti ruberò dal mezzo dell’Arabia

Αχ μισιρλού
Ach misirlù
Ah Misirlù

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SECONDO AUTORE
Vinicio Capossela
è un cantautore e poeta italiano noto per il suo stile eclettico e teatrale, che mescola folk, jazz e musica popolare. In questo senso, va letto il suo interesse per il rebetiko, di cui ha incorporato ritmi e atmosfere malinconiche in alcuni brani, creando un ponte tra tradizione mediterranea e narrazione contemporanea.

⇒BRANO
Abbandonato: Il brano, tratto dall’album Rebetiko Gymnastas, è una reinterpretazione in italiano di Los ejes de mi carreta del cantautore argentino Atahualpa Yupanqui, inserita nel progetto in omaggio al rebetiko e alle sonorità mediterranee. Il testo esplora un tema esistenziale di distacco e libertà interiore: il protagonista si definisce “abbandonato” perché non attaccato alla vita nel senso materiale, ma piuttosto libero di perderla e ritrovarla, in una sorta di cammino senza legami che diventa metafora di ricerca e accettazione di sé oltre le costrizioni sociali e interiori.

TESTO (Italiano)
Perché non tengo alla vita mi chiaman abbandonato
Perché non tengo alla vita mi chiaman abbandonato
Se me gusta di perderla
e gettarla per terra
Se me gusta di perderla è perché so ritrovarla
E se mi inganno a seguirla
trovarla a volte
E se mi inganno a cercarla nelle strade morte
Andare, andare in cammino senza che niente più mi trattenga
Andare, andare il cammino non mi trattenga

No, non chiedo silenzio più ora ,
ora non ho che pensar
No, non chiedo silenzio più ora,
ora non ho che pensar
Tenevo un tempo ma ora ,
ora non penso più
Tenevo un tempo ma ora ,
ora non penso più

No, non chiedo silenzio più ora ,
ora non ho che pensar
No, non chiedo silenzio più ora,
ora non ho che pensar
Tenevo un tempo ma ora ,
ora non penso più
Tenevo un tempo ma ora ,
ora non chiedo più
A questa mia vita rea che nessuno mi può portar…