Mentore: Leonardo Dibiase
Media and communication, speaker e host – Ferrandina
AUTRICE
Amália Rodrigues è stata la più grande interprete del fado, tanto da essere conosciuta come la regina del fado. Nata a Lisbona in una famiglia umile, trasformò il canto popolare portoghese in un’arte di fama mondiale, unendo tradizione, poesia e una voce intensa e malinconica. Con il suo stile profondo e carismatico portò il fado sui palcoscenici internazionali, diventando un simbolo culturale del Portogallo e della sua saudade.
GENERE
Il fado è un genere musicale tradizionale portoghese, nato nei quartieri popolari di Lisbona a inizio Ottocento dall’ibridazione di danze africane con elementi della tradizione portoghese come la quartinha (quartina) e la modinha (forma poetica). Il nome del genere deriva dal latino fatum cioè “fato” ed è caratterizzato da melodie malinconiche e testi intensi che parlano di nostalgia, destino e saudade, un sentimento profondo di mancanza e desiderio. Viene spesso accompagnato dalla chitarra portoghese e cantato con grande espressività.
⇒BRANO 1
Lágrima: è una delle canzoni più intense del repertorio di Amália Rodrigues. Scritta da lei stessa, con musica di Carlos Gonçalves, è un fado profondamente introspettivo, costruito su dolore, silenzio e dignità emotiva. Il brano esprime una sofferenza trattenuta, quasi orgogliosa, diventando un emblema della saudade portoghese. Con la sua interpretazione essenziale e struggente, Amália trasformò “Lágrima” in un classico senza tempo del fado.
TESTO CON TRADUZIONE (Portoghese)
Cheia de penas
Piena di pene
Cheia de penas me deito
Piena di pene mi corico
E com mais penas
E con ancora più pene
Com mais penas me levanto
Con più pene mi alzo
No meu peito
Nel mio petto
Já me ficou no meu peito
È già rimasto nel mio petto
Este jeito
Questo modo
O jeito de te querer tanto
Il modo di volerti così tanto
Desespero
Disperazione
Tenho por meu desespero
Tengo per me la disperazione
Dentro de mim
Dentro di me
Dentro de mim o castigo
Dentro di me la punizione
Não te quero
Non ti voglio
E eu digo que não te quero
E dico che non ti voglio
E de noite
E di notte
De noite sonho contigo
Di notte sogno con te
Se considero
Se considero
Que um dia hei de morrer
Che un giorno dovrò morire
No desespero
Nella disperazione
Que tenho de te não ver
Che ho di non poterti vedere
Estendo o meu xaile
Stendo il mio scialle
Estendo o meu xaile no chão
Stendo il mio scialle sul pavimento
Estendo o meu xaile
Stendo il mio scialle
E deixo-me adormecer
E mi lascio addormentare
Se eu soubesse
Se io sapessi
Se eu soubesse que morrendo
Se io sapessi che morendo
Tu me havias
Tu mi avresti
Tu me havias de chorar
Tu avresti pianto per me
Por uma lágrima
Per una lacrima
Por uma lágrima tua
Per una tua lacrima
Que a alegria
Che la gioia
Me deixaria matar
Mi lascerebbe morire
Uma lágrima
Una lacrima
Por uma lágrima tua
Per una tua lacrima
Que a alegria
Che la gioia
Me deixaria matar
Mi lascerebbe morire
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⇒BRANO 2
Sora menica: è un canto popolare romano ironico e provocatorio, in cui un gruppo di donne del popolo rivendica con fierezza la propria identità e indipendenza; reinterpretato da Amália Rodrigues nel suo album dedicato all’ Italia (Amália Em Itália). Amália ne attenua l’aspetto più scherzoso e corale, trasformandolo in un brano più teatrale e malinconico, dove l’ironia convive con una sottile nostalgia. Il risultato è un incontro tra Roma e Lisbona, in cui la fierezza popolare del testo resta intatta ma viene avvolta da un’intensità emotiva più intima e dolente.
TESTO (Italiano – Dialetto Romanesco)
A Roma a Roma belle le romane
Ma so’ più belle le trasteverine
L’arubbacori so’ le monticiane
L’arubbacori so’ le monticiane
Sora Menica
Sora Menica
Oggi è domenica
Lassece stà
Semo trasteverine e nun tremamo
Paura nun avemo de nisuno
C’avemo bona lingua e mejo mano
C’avemo bona lingua e mejo mano
Sora Menica
Sora Menica
Oggi è domenica
Lassece stà
Sete la banderola de Castеllo
Avete dato er corе a questo e quello
‘Na botta ve cercate de cortello
‘Na botta ve cercate de cortello
Sora Menica
Sora Menica
Oggi è domenica
Lassece stà
Er core mio l’ho dato a chi me pare
L’anno tenuto tutti come ‘n fiore
L’anno tenuto tutti come ‘n fiore
Er vostro s’è appassito ner cantone
Sora Menica
Sora Menica
Oggi è domenica
Lasceme stà
Sora Menica
Sora Menica
Oggi è domenica
Lasceme stà
Sora Menica
Sora Menica
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